| Cronologicamente
il vino Barbaresco nasce nel 1894 quando Domizio Cavazza, già direttore
della Scuola enologica di Alba, promosse notevoli migliorie nella lavorazione
dei vigneti, e soprattutto nella vinificazione del Nebbiolo, attraverso
la creazione di una Cantina Sociale, la prima in Italia, cui conferivano
le uve dei migliori possidenti del luogo. Il Barbaresco, dal latino "barbarica
sylva", conquistò pian piano il palato dei consumatori più attenti mietendo
successi in italia ed all'estero, grazie alla sua "garbata raffinatezza",
che lo fece paragonare ad una regina, agli antipodi del suo "rivale" di
sempre, "sua maestà" Barolo. |

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Le
dolci colline che circodano l'abitato di Barbaresco, dai 260 m/slm
ai 320 m/slm, sono l'habitat ideale per il vitigno Nebbiolo, a
cui si dedicano solo i versanti migliori esposti a sud, est ed ovest.
Il terreno, di origine "tortoniana", è caratterizzato da marme,
di colore bluastro, e sabbie straterellate.
Su queste colline fertili e ricche di sostanza organica, il
Nebbiolo compie il suo ciclo vegetativo in otto mesi, sotto la mano
attenta e premurosa del viticoltore.
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La vendemmia,
interamente a mano cernendo acino per acino solo quelli migliori, avviene
tra la fine di settembre e la metà di ottobre. Dopodichè l'uva viene pigiata
ed il mosto da essa ottenuto vieno immesso dentro recipienti di acciaio
per la fermentazione alcolica. A questo punto il vino incontra la botte
di legno, sia essa piccolo, barrique, o grande, slavonia, dove riposa
per almeno 12 mesi. L'ultima operazione è l'imbottigliamento: il vino
deve solo riposare un altro anno per poi essere immesso in commercio ed
incontrare i palati dei più attenti degustatori.
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