Parlare della gente di Barbaresco, vuol dire parlare dei viticoltori, delle loro fatiche e dei loro "sagrin", letteralmente "preoccupazioni fastidiose". La loro vita č naturalmente influenzata dal ciclo delle viti, in particolare del Nebbiolo. Dalla potatura alla legatura dei tralci, dalla scacchiolatura alla potatura verde, dalla legatura dei tralci alla vendemmia; tutte operazioni che il viticoltore compie manualmente su ogni singolo ceppo, una o pił volte. E poi bisogna trattare le viti contro la peronospera e le altre malattie, estirpare le erbe infestanti dai ceppi, perchč le vigne in Barbaresco sono dei piccoli giardini, e di questo il viticoltore ne va orgoglioso. Proprio come mio padre, Giovanni, per gli amici "Giuvanin", che da cinquant'anni alleva i suoi nebbioli nei terreni di proprietą in Rabają, uno dei migliori terroir per la produzione del Barbaresco. Lui e la sua inseparabile "caplina" , letteralmente "cappello di paglia", sfidando il caldo estivo ed i freddi invernali, curano le vigne. Uomini schivi e riservati, non amano clamori, preferiscono i loro vigneti e le loro dolci colline.